Made in PRC: quando il “Made in China” cambia nome

Cosa significa la sigla PRC e quando la si può trovare?

Da un po’ di tempo mi capita di imbattermi in etichette riportanti la scritta “Made in PRC” o “PRC made“. Questo fatto ha catturato la mia attenzione, portandomi a cercare informazioni sulla provenienza di tali prodotti (per la maggior parte elettrodomestici, ma anche vestiti e cosmetici). Alla fine ho capito che PRC è un acronimo che sta per Repubblica Popolare Cinese, ovvero è un altro modo per indicare il “Made in China“.

Il motivo di questa operazione sembra ricondursi principalmente a una questione di marketing. La Cina è infatti ben nota ai consumatori per i prezzi competitivi ai quali vende le sue produzioni, seppure questo venga spesso ricollegato a merci dalla scarsa qualità, prive di adeguati controlli e potenzialmente pericolose. Una simile immagine non può che nuocere agli affari ed è per questo che tale paese ha cercato di prendere le distanze dall’identità commerciale del “Made in China” dando alla luce il “Made in PRC”. Tuttavia, questa operazione non sembra aver sortito gli effetti desiderati, poiché sia i media sia i consumatori più attenti si sono subito resi conto della presenza di una nuova sigla e hanno contribuito a svelarne prontamente l’origine.

Made in PRC è quindi un sinonimo di bassa qualità?

Sarebbe bello se a determinare la qualità di un prodotto bastasse una semplice sigla. Purtroppo però, i fattori da considerare sono molteplici e non sempre di immediata comprensione.

La Cina è stata leader mondiale delle esportazioni fino al 2014 con oltre 370 mila aziende (di cui moltissime europee) che negli ultimi 50 anni hanno trasferito lì le loro fabbriche. Per questo è altamente probabile tu abbia in casa prodotti che consideri validi e che, se controllassi l’etichetta, scopriresti essere stati almeno in parte prodotti o assemblati in una delle regioni appartenenti alla Repubblica Popolare Cinese. Un piccolo esempio è riportato nell’etichetta della Bosch inserita a inizio articolo, ovvero una marca che non delude il consumatore seppure produca parte dei suoi componenti in Cina per sfruttare i costi inferiori e le regolamentazioni più flessibili.

Come posso tutelare la mia salute?

Una corretta informazione, specialmente quando si sono consultate più fonti, è la migliore difesa che abbiamo in quanto consumatori. Ad esempio, quando ho a che fare con i cosmetici (spesso anche con i vestiti) cerco di orientarmi su prodotti e marche europee, poiché dovrebbero (almeno si spera) sottostare a regolamentazioni più rigide in materia di controllo, testing e impiego di sostanze chimiche. Ovviamente può esserci sempre un prodotto più sano o naturale di un altro ed è per questo che è molto importante sapere come leggere un INCI e riconoscere le sostanze nocive che in esso potrebbero essere indicate.

Un altro aspetto molto importante è il “dove” si effettuano i propri acquisti. Il mio consiglio è di evitare sempre di comprare vestiti, cosmetici o qualsiasi prodotto palesemente contraffatto, sprovvisto di etichetta o di cui non sia ben chiara la marca. Merci di questa tipologia, che ci tentano dati i prezzi di vendita davvero stracciati, sono spesso esposte nei negozi cinesi oramai presenti un po’ ovunque in Italia e spesso al centro dei maxi sequestri della guardia di finanza.

I rischi per la salute derivanti dall’utilizzo di tali prodotti sono dovuti a molteplici fattori: uso di sostanze chimiche vietate dal Regolamento (CE); conservazione dei prodotti in luoghi e a temperature non idonee; assenza di dispositivi per la sicurezza (es. tappi a pressione per impedire l’apertura dei flaconi da parte dei bambini) ecc…

In conclusione

Possiamo così affermare che la dicitura “Made in…” non è l’unico elemento a dover far risuonare in noi un primo campanello d’allarme. Decidere se un prodotto è di buona o cattiva qualità sulla base di un solo elemento è infatti un po’ troppo semplicistico. Per questo motivo, per tutelare se stessi e chi si ama, è necessario informarsi attraverso più fonti attendibili (meglio se governative) e sviluppare un proprio bagaglio di conoscenze personali da utilizzare per acquistare in maniera consapevole. Questo non ci renderà immuni all’errore, ma diminuirà notevolmente la quantità di futuri sbagli.

Baci baci,
Sexy Mamma